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Il calendario 2007 degli eroi italiani
(di Beppe Grillo)

 

Il calendario 2007 dei santi laici

 

 

 

I santi ci accompagnano da sempre nel calendario. In caso di necessità ci proteggono. Chi non si è rivolto almeno una volta a Sant’Antonio o a San Francesco? I santi non si discutono. Infatti si bestemmia la divinità, mai il santo o la santa. Ma, pur nella loro grandezza, sono santi confessionali.
Appartengono a una religione. Non a tutti gli italiani. L’Italia ha avuto i suoi santi laici. Ne sono morti a centinaia. Per proteggere lo Stato, la libertà di stampa, i nostri diritti, la vita dei cittadini. Ho pensato a un calendario per ricordarli. Per ringraziarli. Senza di loro il nostro Paese sarebbe lo zerbino dei
potentati economici, delle mafie, della P2, degli estremisti. Può essere che lo sia comunque. Ma, in questo caso, la loro morte serve a ricordarci che l’uomo nasce libero e non servo. Coraggioso e non vigliacco. Vivere da vigliacchi e servi si può. E’ anche salutare. Ma una vita da chi ‘striscia non inciampa’ non è vita.
Appartiene agli zombie. L’Italia è oggi un po’ zombie, un po’ in coma vigile. I nomi di questi eroi dei nostri giorni se evocati possono forse risvegliarla. Ambrosoli, Falcone, Borsellino dove siete? In un Paese in cui i condannati in via definitiva siedono in Parlamento e nella commissione antimafia vi sentireste fuori luogo.
Nel Paese dell’indulto e delle prescrizioni non ci sarebbe posto per voi. I santi laici li troverete tutto l’anno, distribuiti in modo assolutamente regolare un giorno dopo l’altro, una strage e un attentato dopo l’altro. Anche il killer è un lavoro, né più né meno di quello di un commerciante o di un’autista. Il killer è
sempre operoso, tranne nelle feste comandate. Fa eccezione l’Epifania, ma non sempre è stata una festività. Si lavora un po’ di più in gennaio: ci sono i saldi. Un po’ di meno in aprile: per i ponti e le vacanze di Pasqua, e in agosto: per le ferie.
Chi uccide è gente seria e preparata. Niente scioperi selvaggi, contratti da precario o cartellini da timbrare. E’ pagata in nero e non denuncia (quasi mai) il datore di lavoro.
Nella storia di sangue dell’Italia delle mafie, del terrorismo e dei misteri di Stato essere ucciso è un attimo. E’ sufficiente essere un servitore dello Stato o un cittadino onesto e farlo sapere in giro. E il gioco è fatto.
In qualche caso gli assassini sono finiti in galera, in molti altri sono andati in pensione dopo un’onorata carriera criminale, da onesti artigiani del crimine.
Qualcuno potrebbe, dico solo potrebbe, essere tuttora uno stimato e retribuito servitore dello Stato. Mi scuso con i caduti che non sono stati citati. Invito chiunque nel mio blog a segnalarli. Questo è un calendario aperto, purtroppo, a nuovi caduti. Se per Bertold Brecht: “felice è il Paese che non ha bisogno di eroi”, l’Italia, con i suoi mille eroi, è condannata all’infelicità.